...CORDE CHE VIBRANO...

Le corde della chitarra stridevano sotto il telone umido del palco, il volume mi rimbombava in petto come un secondo cuore, più dentro che fuori. Il freddo della birra nel bicchiere di plastica mi penetrava tra le dita ormai gelate per scorrermi tra le labbra al cambio di canzone. I piedi stretti nelle scarpe di tela sgualcite battevano il tempo, un tempo illusorio che scorreva a modo suo senza un ritmo preciso, solo note e luci dal colori fluo. E lui era lì, rannicchiato sulla sua chitarra nera, suonava note, si scaldava le mani prima del concerto. Quelle mani le avevo imparate a conoscere bene, le sue linee erano come strade su cartine già percorse. E così lo guardavo, immerso in un mondo solo suo. Un mondo dove la realtà e le note si mischiavano in una sola sinfonia. Io non l'avrei mai capita quella sinfonia, solo che ancora non lo sapevo.


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