...LA CITTÀ DORME...

Il freddo del mattino mi pungeva il viso, mi sentii viva mentre le stelle sopra di me mi illuminavano la via. Camminando su un tappeto di brina, mi strinsi nel cappotto e infilai le cuffie, spensi il rumore del mondo per perdermi nel mio. Avevo un incontro. Avevo un'amante. Alla fermata dell'autobus aspettavo e i miei occhi si soffermarono su quelle grandi vetrine scure, le percentuali in giallo spiccavano tra la foschia, poi il rombo di un motore che arranca e gli uccelli che spiccano il volo, l'autobus è arrivato. Sorrido a quei visi stanchi e assonnati, ho un entusiasmo nel cuore e mi lascio portare via tra un bip da biglietto convalidato e il vapore di un motore che riparte. Scesi davanti a un castello e provai il brivido di una città in silenzio, quella mattina quando l'orologio non aveva ancora scoccato le sette, c'eravamo solo io e lei, la mia città, la mia amante. Come una ladra di sogni mi insinuai lentamente nel suo cuore, lasciai che mi mostrasse la sua bellezza, le sue luci che brillano, il suo fascino che incanta; ed era bella, solo per me. Lasciai che mi guidasse attraverso le sue vie per portarmi dove più voleva, lasciai che mi  raccontasse il suo passato coi suoi monumenti e attratta ascoltai la sua storia. L'avevo ammirata, le avevo dato importanza, l'avevo ascoltata, ormai sedotta, mi aprì il cuore, mi svelò i suoi segreti e mi chiese di amarla portandomi fino a una piazza vuota, si mostrò nuda tra una pioggia di luci e la sinfonia di una fontana che zampilla, la presi di una passione d'amante, l'amai di un amore intenso in quel mattino e quando le stelle si dissolsero lasciando spazio all'azzurro del giorno, l'abbandonai come un sogno al risveglio, senza fare rumore.

Foto da pinterest

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